Europarlamento approva limiti per riciclo e riuso nelle auto nuove: plastica riciclata al 20% entro sei anni
L’Europarlamento ha definito una nuova posizione sulle regole per la progettazione dei veicoli, con l’obiettivo di facilitare il riuso delle componenti e il riciclo a fine vita dei mezzi. La decisione riguarda in particolare l’introduzione di limiti minimi per la quota di plastica riciclata, misure sui materiali metallici e responsabilità per la gestione dei veicoli dismessi.
Europarlamento approva regole sui materiali riciclati nei veicoli nuovi
Il 18 maggio 2025, l’Assemblea di Strasburgo ha votato una posizione negoziale sulle nuove norme europee per la progettazione sostenibile dei veicoli. La votazione si è conclusa con 431 voti favorevoli, 145 contrari e 76 astenuti. In base alla proposta, i costruttori dovranno garantire che almeno il 20% della plastica impiegata nei nuovi modelli provenga dal riciclo di rifiuti post-consumo entro sei anni dall’entrata in vigore della regolamentazione. Dopo dieci anni, la quota dovrebbe salire al 25%, condizionata a prezzi sostenibili dei materiali riciclati.
Questo target di plastiche riciclate è leggermente inferiore rispetto alla proposta iniziale della Commissione Europea, che puntava al 25% subito. Il Parlamento ha inoltre chiesto di estendere gli obiettivi anche ad altri materiali importanti per la costruzione delle auto, come acciaio e alluminio, invitando la Commissione a definire soglie precise anche per questi metalli entro il prossimo quadro normativo.
Obbligo dei produttori per la gestione dei veicoli a fine vita
Tra le novità fondamentali approvate c’è la responsabilità diretta per i costruttori sulle attività di raccolta e trattamento dei veicoli quando giungono a fine ciclo di utilizzo. A partire da tre anni dopo l’entrata in vigore, i produttori dovranno farsi carico dei costi che derivano dalle operazioni di smaltimento e riciclo di ogni veicolo dismesso, un modo per assicurare maggiore responsabilità nella catena produttiva.
L’Eurocamera ha anche previsto una distinzione formale tra “veicoli usati” e “veicoli a fine vita”, con divieti specifici per l’esportazione di questi ultimi. L’obiettivo è evitare che macchine obsolete, inutilizzabili per normative ambientali o di sicurezza, siano inviate all’estero per lo smaltimento, contribuendo a ridurre lo smaltimento clandestino e i problemi ambientali correlati.
Prossimi passi nel negoziato tra Parlamento, Commissione e Stati Membri
Con il voto e l’approvazione della posizione, la Commissione Europea e gli Stati membri sono ora chiamati a negoziare definitivamente le regole. A febbraio 2025, molti governi nazionali hanno già dato mandato a rappresentanti per la trattativa con il Parlamento, quindi le discussioni formali entreranno in una fase decisiva.
Il testo scelto dall’Europarlamento impatterà sulle strategie industriali dei produttori in tutta Europa. Le nuove disposizioni cercano di rendere più circolare la produzione auto, cercando di diminuire il consumo di materie prime vergini e l’impatto ambientale dei veicoli dismessi. Le responsabilità assegnate ai produttori spingono verso un sistema più trasparente e controllato.
Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore nel medio termine, con scadenze progressive per raggiungere le percentuali di plastica riciclata e per adeguare la gestione dei veicoli a fine vita. L’attenzione ora si concentra su negoziati e eventuali modifiche del testo prima della ratifica definitiva da parte di tutte le parti coinvolte.
