Ferrari domina le aste della Monterey Car Week con otto auto nella top ten più costose
Durante la Monterey Car Week, la storica settimana di aste dedicate alle auto da collezione, Ferrari ha confermato la sua superiorità nelle vendite. Otto modelli del Cavallino Rampante si sono piazzati nella top ten delle vetture più care, con prezzi di aggiudicazione che vanno da 26 a oltre 5 milioni di dollari. Solo due posti della classifica sono stati occupati da altre marche prestigiose, una Bugatti e una Mercedes-Benz d’epoca.
La straordinaria performance di Ferrari alle aste di monterey
La Ferrari ha monopolizzato la scena nel tradizionale evento californiano che riunisce appassionati e collezionisti da tutto il mondo. Al vertice della graduatoria si è imposta una Ferrari Daytona SP3 Coupé del 2022 venduta all’asta di RM Sotheby’s per la cifra record di 26 milioni di dollari. È un risultato sofferto solo in parte imprevedibile, considerando la scarsa disponibilità di modelli così recenti e rari dal valore da collezione.
Al secondo posto si è piazzata una Ferrari 250 GT SWB California Competizione Alloy Spider, venduta a 25,3 milioni di dollari presso Gooding & Christie’s. Questa vettura da corsa, che rappresenta una pietra miliare nella storia Ferrari degli anni Cinquanta e Sessanta, era apparsa finora la più cara nella prima fase delle aste. Il terzo gradino del podio è andato a una Ferrari F40 LM GTC Coupé del 1993, battuta a 11 milioni di dollari da RM Sotheby’s. Questo modello è molto ricercato per le sue caratteristiche da corsa derivate dalla leggendaria F40 stradale.
Ferrari ha promosso la sua presenza anche con una F50 Coupé del 1995, che si è fermata a 9,2 milioni da RM Sotheby’s e ha chiuso così il quartetto più costoso dell’intera settimana. In tutto, queste quattro vetture formano il “podio” a quattro gradini che domina le vendite più elevate di questa edizione della Monterey Car Week.
Le altre vetture di prestigio nella top ten delle auto d’epoca
L’unica presenza non Ferrari tra i primi cinque veicoli è una Bugatti Divo del 2020, battuta da Bonhams per 8,56 milioni di dollari. Questa vettura super esclusiva rappresenta una delle sportive più potenti e avanzate di recente produzione, capace di competere con vetture di altra epoca e mito da corsa.
Al nono posto si è piazzata una Mercedes-Benz 500K Sindelfingen Special Roadster del 1935, venduta per 5,34 milioni in un’asta organizzata da RM Sotheby’s. Questa particolare Mercedes-Benz è molto apprezzata dagli estimatori per il design e le caratteristiche tecnologiche per il suo tempo, mantenendo una posizione di rilievo tra le auto classiche d’altissimo valore.
Ferrari occupa altre posizioni di rilievo dopo il quinto posto: al sesto si trova la 365 GTB/4 Daytona Competizione del 1973, battuta a 8,15 milioni da Gooding & Christie’s. Questa è una vettura che ha segnato un’epoca sia in pista che come oggetto di collezione stabile e ricercata.
Seguono la Ferrari 250 California Spider del 1957 , la LaFerrari Aperta Spider del 2017 , e la coupé LaFerrari del 2015, che ha chiuso la top ten con 5,23 milioni di dollari.
Dati parziali sulle vendite e incidenza economica dell’evento
Secondo i dati raccolti da Hagerty, azienda conosciuta nel mondo delle auto da collezione per servizi assicurativi e perizie, su un totale di 1076 lotti proposti nelle varie aste, 803 sono stati venduti entro sabato 16 agosto, rappresentando una percentuale di vendita del 75%. Il prezzo medio per vettura si è attestato intorno ai 515.000 dollari.
Il fatturato complessivo raggiunto nei primi giorni della Monterey Car Week è di 414,2 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 391,6 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Ovviamente, i dati finali dovranno attendere le vendite della domenica, ultima giornata dell’evento prima della chiusura.
Le vendite che si sono concluse finora mostrano il proseguimento dell’interesse verso modelli classici e rari, con Ferrari che conferma la sua posizione dominante su un mercato dove la storia e l’esclusività pesano moltissimo sul valore finale raggiunto all’asta.
