La messa per Rossini chiude il 46° rossini opera festival a Pesaro con numeri in crescita e grande attenzione internazionale

di Chiara Moretti

Chiusura in grande stile per il 46° Rossini Opera Festival a Pesaro con la Messa per Rossini - Ilvaporetto.com

Il Rossini Opera Festival di Pesaro ha messo in scena la sua 46ª edizione, richiamando nuovamente appassionati da tutto il mondo e registrando un’ampia partecipazione anche da pubblico italiano. L’evento, dedicato alla musica di Gioachino Rossini, si è concluso con un’esecuzione di rilievo della Messa per Rossini, diretta da Donato Renzetti. Questo appuntamento ha confermato il ruolo centrale del festival nella scena lirica internazionale e nella promozione culturale di Pesaro come città natale del compositore.

La messa per Rossini diretta da donato renzetti: evento conclusivo e tributo a Gianfranco Mariotti

La Messa per Rossini ha chiuso la serata finale della manifestazione, proponendo un’opera rara per il suo valore storico e musicale. Composta per volontà di Giuseppe Verdi nel 1870, un anno dopo la morte di Rossini, la Messa è nata dalla collaborazione di diversi compositori contemporanei dell’artista pesarese. La partitura, poco eseguita, è stata ripresa per questo festival, affidata alla direzione del maestro Donato Renzetti, che ne ha curato ogni dettaglio con grande cura.

L’esecuzione si è svolta sotto il segno della memoria e del rispetto, dedicata a Gianfranco Mariotti, ideatore e storico sovrintendente del Rossini Opera Festival, scomparso alla fine dell’anno precedente. Mariotti aveva guidato il festival per molti anni, contribuendo a farlo diventare un punto di riferimento per l’opera rossiniana nel mondo. Questa dedica ha sottolineato il legame profondo tra la tradizione musicale, la comunità artistica e il ricordo delle figure che hanno segnato la storia del festival.

Durante la serata, il pubblico ha reagito con calorosi applausi, riconoscendo sia il valore artistico dell’esibizione sia il momento commemorativo. L’evento ha racchiuso così una tensione emotiva forte, che ha lasciato una traccia nel ricordo di spettatori e artisti.

Pesaro e il rossini opera festival: dati di partecipazione e pubblico internazionale in aumento

La 46ª edizione del Rossini Opera Festival ha proposto 42 eventi tra spettacoli teatrali e incontri, registrando in totale 15.559 presenze. L’incasso complessivo per il festival ha raggiunto gli 841.000 euro, un risultato che conferma l’interesse crescente nei confronti dell’evento.

Un dato significativo riguarda la composizione degli spettatori: il 63% è rappresentato da pubblico italiano, una percentuale in crescita rispetto agli anni passati. La fetta degli spettatori stranieri copre ben 54 nazioni, segno della dimensione globale raggiunta dal festival. Tra gli stranieri prevalgono visitatori provenienti da Francia, Germania, Stati Uniti, Austria, Giappone, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Belgio e Romania.

Il ventaglio di paesi partecipanti è molto ampio e include dall’Irlanda all’Olanda, dalla Cina alla Slovacchia, passando per Russia, Canada, Norvegia, Bulgaria, Danimarca, Taiwan, Croazia, Australia, Svezia e Hong Kong. La lista prosegue con rappresentanze da Grecia, Israele, Marocco, Corea del Sud, Turchia, Ungheria, Stati dell’America centrale e del sud, Paesi Baltici e persino dal Kazakistan. Questo afflusso multiforme testimonia il fascino internazionale della lirica rossiniana e la capacità del festival di attrarre un pubblico variegato.

L’evento contribuisce anche a rafforzare Pesaro come punto di riferimento culturale, sottolineando il legame fra la città e il compositore che l’ha resa famosa.

Copertura mediatica e interesse internazionale: il rossini opera festival sotto i riflettori mondiali

Il Rossini Opera Festival ha accolto 176 giornalisti durante i giorni della manifestazione, una cifra si avvicina al record dello scorso anno, modello di riferimento in termini di durata e attenzione mediatica. I reporter provenivano sia dall’Italia che da 22 paesi esteri, mostrando quanto l’evento attrae interesse globale.

Tra le testate straniere che hanno seguito l’edizione 2025 si contano quotidiani di grande prestigio, come il Financial Times del Regno Unito, Die Welt della Germania, Mainichi Shimbun dal Giappone, The Irish Times dall’Irlanda e The Jewish Chronicle, ovvero il più antico giornale ebraico a livello mondiale. Anche le televisioni hanno dato spazio all’evento: Russia-Cultura ha trasmesso una puntata speciale di 39 minuti dedicata al festival, consolidando così la presenza del ROF anche in ambito audiovisivo.

Questa ampia copertura sostiene la diffusione della cultura operistica e rafforza la reputazione del festival come appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di musica classica in tutto il mondo.

Anticipazioni sulla 47ª edizione: nuove produzioni e ritorno a Pesaro di opere storiche

Il Rossini Opera Festival del 2026 è stato già annunciato e si svolgerà dall’11 al 23 agosto con ventidue spettacoli in programma. L’apertura sarà affidata a una nuova produzione dell’opera Le Siège de Corinthe, allestita all’Auditorium Scavolini con la direzione di Carlo Rizzi e la regia di Davide Livermore, rispettando la tradizione di proporre opere meno frequentate di Rossini.

A seguire, il Teatro Rossini ospiterà due riprese di lavori che hanno segnato la storia del festival. Si tratta di L’occasione fa il ladro, che nel 1987 era stato diretto da Jean-Pierre Ponnelle, uno dei registi di riferimento per la musica rossiniana. Questa produzione sarà guidata da Alessandro Bonato. In scena anche La scala di seta, affidata alla direzione di Iván López-Reynoso. Tale spettacolo, concepito da Damiano Michieletto nel 2009, è stato riproposto in teatri importanti come la Scala di Milano e la Royal Opera House di Muscat, confermando la sua rilevanza.

Completano il calendario Il viaggio a Reims eseguito dai giovani dell’Accademia Rossiniana, quattro concerti di belcanto, due concerti lirico-sinfonici e lo Stabat Mater che chiuderà la manifestazione, diretto da Domingo Hindoyan.

Questi appuntamenti testimoniano l’impegno del festival nel proporre un repertorio vario, che unisce tradizione e nuove proposte artistiche, e nel coltivare la formazione di giovani talenti nella città di Pesaro.