Pagelle della finale di Coppa Italia di Franco Piantanida

Pagelle della finale di Coppa Italia di Franco Piantanida - IlVaporetto.com

DE KETELAERE: Un primo tempo in ombra

Nel primo tempo è quello che tocca meno palloni e fa meno passaggi di tutti: è anche fisiologico, dopo 72 ore di salamalecchi, di ossequiosi inchini dopo la doppietta alla Roma, che si blocchi la schiena. Infatti Gasperini lo lascia sul lettino dopo 45’ e i fisioterapisti-tifosi del Milan fatturano.

NICOLUSSI CAVIGLIA: L’effetto MacGuffin nel calcio

Alfred “Allegri” Hitchcock trasporta l’espediente narrativo del MacGuffin dal cinema al calcio: quello del sostituto di Locatelli è un ruolo cruciale, attorno al quale si crea grande enfasi alla vigilia, che alla fine attira su di sé l’attenzione dell’Atalanta, ma è solo un’esca, un’ottima esca.

EDERSON: La rabbia in campo

Vista la rabbia, la qualità, la corsa, il coraggio che ha sparpagliato sul campo è quello che se l’è presa di più con Gasperini e Scamacca per la poco scaramantica carezza alla Coppa della vigilia, facendo di tutto per ripulire le impronte ma ormai…

CHIESA: La tensione sul campo

Spalletti dice che è il Sinner della nazionale, che ha dritto, rovescio e battute per fare quello che vuole, il problema è che scende in campo con la racchetta incordata male, con la tensione sfasata.

KOOPMEINERS: Il coraggio e la personalità

Il coraggio non gli manca quando dice che Bergamo ha passato un periodo meraviglioso e si augura che l’Atalanta incassi una bella cifra dalla sua cessione”. La clausola per la personalità, invece, in certe partite deve ancora inserirla nel contratto.

VLAHOVIC: Il protagonista indiscusso

È così caldo che a pronunciarlo scioglie la Finale, il suo nome merita dedica e un gran voto, citando Marracasch. Scappa a prendersi il bottino del migliore in campo, scippando Hien in velocità, ma per davvero eh, mica come Rovazzi.

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